12 Luglio 2008

UltraSuono



Una cavea di alberi e come soffitto il cielo. Un archetto che percuote con violenza dionisiaca una chitarra elettrica, frantumando la compostezza delle note, scomponendole, disperdendo la loro unicità in migliaia di piccoli frammenti di polvere di stelle che fluttuano in aria verso il pubblico che in silenzio ascolta e si lascia scomparire. Una voce innaturale, ultraterrena, il canto delle sirene, un lamento prolungato o l'invocazione di un Sogno danza con questa musica, la avvolge, la abbraccia, la possiede stringendola a sé. La Musica non è più canzone, ma percezione dello spirito, una carezza al vento, il suono diventa silenzio a caccia di un'emozione che vola nel cielo. Per un momento ci si può ricongiungere con la realtà, con trombettisti vestiti di bianco che sfilano come in un film di Fellini, o con coriste che battono sui tamburi come su un'isola africana. Ma poi si torna a volare. L'atterraggio è una tempesta di suoni devastante, è una montagna che frana trasposta in musica. Poi c'è solo la pelle d'oca sulla pelle. Sono gli ultimi frammenti di polvere di musica che finiscono di posarsi.

Sigur Ròs Live a Firenze, Parco delle Colonne, 11 luglio 2008

1 commento

  • Ixnai

    staralfur

    che dire, mi hai preceduto, ma alla fine sono felice che tu l'abbia fatto. Non potevo esprimere meglio quello che è stato: non un concerto, ma un'esperienza..
    Scritto il: 12/07/2008 10:38:45
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